A PROPOSITO DI CONVIVENZA INTERCULTURALE …

A PROPOSITO DI CONVIVENZA INTERCULTURALE …

A Pioltello come nel resto dell’Italia i momenti di confronto, ascolto e partecipazione sono elementi essenziali nella gestione del territorio.

L’obiettivo dell’Amministrazione deve essere prima di tutto quello di ascoltare le esigenze e le proposte provenienti dalle molteplici realtà presenti sul territorio, comprese quelle che si occupano di immigrazione e intercultura per arrivare a un reale confronto tra le istituzioni e le associazioni come sta tentando di fare tramite la Consulta Interculturale.

  • Ma a Pioltello basta questo strumento per creare un confronto e ascoltare le esigenze dei migranti ?
  • E’ coretto che questo tema sia stato incluso nella delega dell’Assessore ai Servizi Sociali sotto il titolo generico “immigrazione” ?

A Pioltello, seconda città più multietnica d’Italia con circa un quarto dei cittadini di origine straniera il fenomeno non è certo recente e ha cambiato almeno in parte l’aspetto di alcuni quartieri imponendo alle istituzioni nuove sfide da affrontare.

Siamo consapevoli che non esistono “ricette” magiche per affrontare i problemi della Pioltello interculturale, ma abbiamo l’obbligo di favorire il dialogo, e la comunicazione tra italiani e migranti per uscire da una visione del fenomeno migratorio basata sul “sentito dire” e sui luoghi comuni.

Ad esempio, è sufficiente avere aperto uno sportello stranieri (chiamarlo Migranti aiuterebbe a modificare la nostra visione del “diverso”) che tra l’altro riceve solo su appuntamento e che invita a conversare prima con una segreteria telefonica ?

Non sarebbe più opportuno integrarlo con un servizio di mediazione dei conflitti intercultural. Strumento che, laddove viene istituito, si rivela molto efficace per affrontare e risolvere problemi di vicinato che coinvolgono famiglie italiane e straniere.

Questo sportello di mediazione dei conflitti interculturali ha provato ovunque l’efficacia del dialogo come strumento per la risoluzione dei conflitti e il miglioramento più generale delle relazioni tra italiani e migranti.

Ad esempio potrebbe facilitare la cooperazione con gli amministratori di condominio per la facilitazione di riunioni condominiali con una forte conflittualità interculturale.

Affrontare la convivenza interculturale a Pioltello deve essere qualcosa di concreto che coinvolge cittadini, gruppi, istituzioni, e comunità migranti. Perché è solo lavorando con le realtà presenti ed attive sul territorio che potremo dare un contributo costruttivo.

Dobbiamo dare spazio alla diversità, senza temere il confronto e l’espressione delle differenze con semplici proposte come ad esempio:

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La politica ha paura dei nuovi elettori

Terminata con un buon successo la raccolta delle firme per la campagna “L’Italia sono anch’io“, come contributo alla discussione sui diritti civili dei migranti in Italia ed a Pioltello, segnalo ai lettori di Puntello questo bella intervista di Repubblica a Karima Moual, giornalista marocchina, sulla paura della politica italiana  a consentire il voto dei migrati alle elezioni locali.  L’articolo contiene anche una serie di rimandi ad approfondimenti sul tema.

La politica ha paura dei nuovi elettori

Quanto sono ricchi (?) i Pioltellesi

In questo momento di martellamento mediatico ci dicono da tutte parti che siamo in crisi. Ce lo raccontano i telegiornali parlandoci della finanza globale e delle manovre finanziarie che si succedono più velocemente delle stagioni, ce lo dice il Patto di Stabilità mentre cerchiamo di far quadrare i conti del Comune pur cercando di non erodere la distribuzione dei servizi, ce lo dicono i cittadini quando guardano le loro buste paga e si lamentano di non potersi più permettere l’accesso ai servizi.

Ognuno fa i conti in tasca propria e si mette pure a guardare nelle tasche degli altri, con il rischio molto concreto di vedere scatenarsi una guerra tra poveri, in cui spesso e volentieri si veste di virtuoso la caccia al presunto privilegio altrui per mantenere intatto il proprio, che ovviamente ai propri occhi privilegio non è, anzi è un diritto guadagnato o meritato.

La scarsità di risorse economiche dunque porta con sé il rischio di offuscare la capacità di analisi. Come cittadino e come politico, per proteggermi da questo rischio, cerco frequentemente conforto nei numeri, come sostanza su cui costruire i ragionamenti che la politica ispira e vorrebbe trasformare in progetti. La politica è fatta di “visioni”, da cui “conseguono” le divisioni, nel senso che poi qualcuno fa dei ragionamenti che lo collocano da una parte, dall’altra, o nel mezzo. Se si partisse da qualche numero, di tanto in tanto, credo che il confronto tra le parti possa essere un pochino più agevole. Le parole saranno pur diverse, ma sui numeri è ben difficile barare, sono oggettivi, si possono disporre, analizzare, elaborare, ma, una volta stabilita la loro esattezza, quelli sono e quelli rimangono.

Cercando qualche numero su cui ancorare le riflessioni che politicamente questo tempo di crisi ci chiama a fare, mi sono imbattuto in alcune fonti che vorrei segnalare qui su Puntello. Potrebbero dire poco o molto, ma sicuramente sono interessanti e significative.

Sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze nel portale dell’amministrazione finanziaria è possibile scaricare un foglio elettronico contenente la distribuzione dell’imponibile dell’ Addizionale Irpef per ogni Comune Italiano. In sostanza, si può vedere da esso analizzare la distribuzione dei redditi dichiarati dai Pioltellesi, dal 2005 al 2009. Possiamo capire in questo modo come si distribuiscono tra “ricchi” e “poveri” i nostri concittadini. Ognuno potrà fare le sue considerazioni ed elaborazioni, in base ai parametri di ricchezza e povertà che gli sono congeniali; ugualmente si potrà fare un confronto con i comuni a noi vicini.

Per i meno tecnologici o meno volenterosi, il sito Comuni Italiani offre la possibilità di visualizzare le tabelle riassuntive, provincia per provincia, con varie analisi e classifiche, tra cui quelle relative al reddito medio degli abitanti di ciascun comune. Possiamo ad esempio vedere come stavano i Pioltellesi nel 2009 rispetto agli altri Comuni della Provincia di Milano.

Da ultimo, siccome il reddito Irpef non è un parametro totalmente indicativo, dato che ad esempio le tariffe di molti servizi erogati dai comuni sono definite in base alla dichiarazione ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), il sito dell’INPS offre la possibilità di simulare il calcolo dell’ISEE.

Tutti strumenti interessanti, non tanto per mettere le mani nelle tasche degli altri, quanto piuttosto per metterci nei loro panni e capire gli uni le ragioni degli altri.

Le parole della migrazione

Questo video di Erri de Luca illustra in modo semplice e tagliente quanto le parole pesino, quanto la scelta di parlare di “ondate” anziché di “flussi” migratori… Un contributo importante alla discussione sulla migrazione, sulla politica perennemente in ritardo sul futuro, sulla semina culturale:

 

Un libro dello sport pioltellese

 

Sono da sempre appassionato di sport, seguito da spettatore ma soprattutto praticato, e non basterebbe un libro per raccontare sensazioni, episodi, prospettive, incontri, luoghi, storie e metafore della vita che esso suscita e suggerisce.

Un libro?

Parlavo qualche giorno fa con un amico limitese, pongista di multi-decennale esperienza, commentando la serata di “Sportivi e Vincenti” e la curiosa ed entusiasmante cavalcata che, con i suoi amici ormai più o meno cinquantenni ed una vecchia gloria della nazionale, sta compiendo verso la promozione in serie B1. Il fatto in sé può interessare o meno, dipende dalle passioni che uno ha.

Per me è stato però molto stimolante e mi sono andato a leggere su internet la storia di questo gruppo di “ragazzi”, nato nel 1972 ed ancora lì ad impegnarsi con passione e far crescere altri ragazzi. La miglior dimostrazione del legame tra sport e territorio; una semplicissima storia esemplificativa, ne potrei raccontare almeno un’altra decina, di persone e squadre impegnate in molteplici discipline, vissute nei confini della nostra città.

Un libro?

Credo che Pioltello abbia materiale sufficiente per raccontare delle belle storie di sport e di cittadinanza, per riaccendere un po’ di passione civile e per sollecitare nuovi talenti alla pratica sportiva. Potrebbe essere un’antologia, un annuario, un quaderno di storia locale, con interviste, testimonianza, documenti, interviste.

Potrebbe essere una proposta di lavoro per la Consulta Sportiva, per darle anche una dimensione di approfondimento socio-culturale e per fare emergere, dalla capacità di narrazione, la vena progettuale e la consistenza reale ed incisiva delle società sportive del nostro comune. Con il merito di rendere note storie belle e sconosciute ai più.

Volontari, fatevi avanti. Io intanto veicolo l’idea alla Consulta Sportiva e, se mi capita, inizio a raccontare qualche storia qui su Puntello; anzi invito eventuali volenterosi autori a farsi avanti e fare lo stesso, così magari diamo vita ad un bel “contest” letterario su queste pagine web.

“Davide: tra servizio e potere”

Si teneva stamattina all’Oasi di Cernusco sul Naviglio il tradizionale incontro di spiritualità per i cattolici impegnati nelle realtà sociali e politiche. Pensando di avere entrambi i requisiti, mi sono armato di carta e penna e, con l’amico e compagno di avventura Giuseppe Bottasini, mi sono presentato all’appuntamento, proposto dal Servizio Diocesano per la Pastorale ed il Lavoro.

L’invito è generico ed esteso a tutti i cattolici a socialmente impegnati a vario titolo nel decanato di Cernusco sul Naviglio, ma indirizzato con particolare attenzione a chi fa politica attiva. Parliamo di 19 parrocchie sparse sul territorio di 6 Comuni (Bussero, Carugate, Cassina de’ Pecchi, Cernusco sul Naviglio, Pioltello, Segrate), che sommano all’incirca 140.000 abitanti. Tra Giunte e Consigli Comunali, penso si possano stimare quasi 200 amministratori. Solo a Pioltello, alle ultime elezioni amministrative, si contavano circa 300 candidati. Stamattina eravamo in 7. Non bado molto ai sondaggi e sono per un uso molto critico delle statistiche, ma in questo caso credo che i numeri vogliano dire qualcosa. Non entro nel merito e lascio ad ognuno le sue considerazioni.

Entro invece nel merito di quanto segnalato dall’ottimo don Walter Magnoni riflettendo sulla figura biblica di Davide, visto dapprima come giovane pastorello coraggioso e successivamente come re che si lascia cogliere dal potere e compie molti peccati.

Riporto qui alcuni spunti suggeriti da don Walter.

Su Davide giovane pastorello coraggioso:

-       Il cristiano non sceglie la politica per altre ragioni che per servire i fratelli

-       Dio non guarda le apparenze (la politica ha a che fare con la fiducia, e non con la creazione di consenso mediante la logica dell’immaginazione; dall’incoerenza nasce la disillusione ed il distacco dalla politica)

-       Occorre spazio per i giovani e per l’avvicendamento generazionale; il potere non è fatto per sfidare il tempo e nasce con l’ipoteca incorporata della fine

-       Davide è cantore che allieta Saul: è importante riflettere sulla “forma del bello” e la crisi non può appiattire l’animo dell’uomo

-       Davide combatte per legittima difesa e con armi povere: le armi e le guerre hanno qualche valore?

Su Davide Re re che si lascia cogliere dal potere:

-       Davide con Betsabea tradisce il suo fedele Uria e si trascina in un vortice di sotterfugi che lo fanno divenire ricattabile

-       Davide sceglie il male minore per il suo popolo per rimediare ai propri errori e solo dopo aver visto la sofferenza del suo popolo chiede che il castigo scenda su di sé

-       Davide ha il rimorso, mentre oggi il senso del peccato è molto labile

-       Quando Davide sta in silenzio e prega, il suo agire successivo è moralmente corretto e socialmente buono

Ce ne sarebbe di che scavarsi la fossa e ognuno di questi spunti basterebbe per un articolo su PUNTELLO: cattolici o non cattolici, impegnati o non impegnati, sicuramente ciascuno se ne può sentire interrogato e mi sembrava bello condividerli. Per quanto mi riguarda, stamattina ho pensato bene di rinunciare alla corsetta domenicale e cercare un po’ di nutrimento per l’anima, e devo dire che il piatto è stato ricco.

…considerando un successivo pranzo a base di cassoeula, devo però da podista constatare che il bilancio calorico della giornata è fallimentare e mi costringerà a qualche sacrificio successivo in settimana…

Per chi ancora preferisce l’acqua in bottiglia

Questo filmato si riferisce alla realtà americana, ma in Italia è lo stesso. Ecco perché è sciocco bere acqua in bottiglia, salvo in casi particolari. Cosa c’entra con Puntello? C’entra, c’entra, perché Puntello si occupa anche di stili di vita. Fatelo vedere ai vostri familiari che ancora desiderano l’acqua in bottiglia (e se vi manca il gas, ci sono sempre le fontane dell’acqua comunali e i gassatori domestici, che almeno tagliano sul trasporto delle bottiglie):

 

 

Tanto “spread” e poco “bread”

Da qualche tempo, dopo la spensieratezza estiva, siamo rientrati ad una vita quotidiana ubriacata e compressa da un mondo finanziario che è uscito dall’ovattata tranquillità delle banche per insediarsi nelle nostre vite, nel nostro lavoro, nella nostra democrazia e nella nostra politica locale. Parliamo di “spread” come se fosse pane da mangiare, “bread” appunto, cadendo nel tranello di un modo che ci ha fatto diventare merce. E intanto, c’è chi ha sempre meno pane da mangiare.

Vorrei proporre un approfondimento ispirandomi alla lettura di un intervento di Francesco Indovina su www.sbilanciamoci.info, che come al solito i volenterosi potranno leggere in forma integrale ed originale qui.

Su PUNTELLO mi interessa riportarne (in corsivo) alcuni brevi spunti, che aiutano a prendere la reale misura delle cose.

In merito alla natura di questa crisi ed ai suoi numeri:

È necessario riflettere che la finanziarizzazione dell’economia non è solo una evoluzione del capitalismo ma la modificazione della sua natura. Il processo è passato dalla proposizione denaro-merce-denaro (D-M-D), attraverso il quale il capitale, con una distribuzione non equa del valore prodotto tra capitale e lavoro, accumulava ricchezza, a quella odierne denaro-denaro-denaro (D-D-D), che senza la “mediazione” della produzione di merci (e servizi), permette di accumulare ricchezza (in poche mani).

Si rifletta sui seguenti dati mondiali: il PIL ammonta a 74.000 miliardi; le Borse valgono 50.000 miliardi; le Obbligazioni ammontano a 95.000 miliardi; mentre gli “altri” strumenti finanziaria ammontano a 466.000 miliardi. Risulta così che la produzione reale, merci e servizi (74.000 miliardi), è pari al 13% degli strumenti finanziari. Quanto uomini e donne producono, in tutto il mondo, rappresenta poco più di 1/10 del valore della “ricchezza” finanziaria che circola.”

Sono d’accordo con l’autore nel constatare che “si tratta di un mutamento che investe la produzione, la distribuzione della ricchezza, ma anche il processo politico e la stessa, tanta o poca che sia, democrazia.”

Mi sembra assolutamente valida anche l’affermazione che “è diventato senso comune che il mercato (finanziario) vuole sicurezza e credibilità! È una parte molto modesta della verità.”  Sono anche io sinceramente “certo che ci vorrebbe un’azione comune a livello internazionale, ma l’élite politica e tecnica è figlia ideologica, qualche volta non solo ideologica, del liberismo e della finanza; ambedue si possono “criticare” ma non toccare, bisogna farli “operare meglio”In sostanza il sistema non si tocca…né si riesce a mettere un qualche freno (…) alla speculazione…Non voglio dire che il sistema è al collasso, ma è sulla strada; ci vorrà tempo…ma si coglie “una condizione di insoddisfazione diffusa, di generale incertezza e di sfiducia e timore del futuro”.

La Grecia ha fatto tutto quello che le era stato richiesto, licenziamenti, diminuzione di stipendi, tagli, ecc. ed è giunta, di fatto al fallimento (controllato). La speculazione finanziaria ha aggredito la Grecia, ha tosato la popolazione, ha scarnificato la società. Il furbo Papandreu ha tentato la mossa democratica del referendum, è stato redarguito, bastonato ed ha fatto marcia indietro…

…Oggi tocca all’Italia (un po’ alla Spagna, domani la Francia, nessuno è al riparo. La finanza non ha patria, non ha terra, non ha sangue), che si appresta (con serietà, si dice) a seguire le richieste della Banca europea, del Fondo monetario, della Commissione della UE, cioè di fatto della finanza, per scivolare lentamente in una versione diversa della Grecia. Ha senso?

 Mi fermo qui, ed anche io rispondo “CERTO CHE NO”, soprattutto se penso all’effetto locale di questa deriva tecnico-finanziaria della politica, che sta azzerando la discussione sulla pianificazione del territorio e della società a fronte di una tecnocratica e poco lungimirante svendita di beni, tradizioni, cultura ed a una sostanziale espoliazione di sovranità sui beni comuni. Non entro nel merito delle proposte generali che Indovina fa in chiusura del suo articolo e mi limito a considerare che “si deve”, “è necessario”, “non c’è alternativa”, “bisogna assumersi le proprie responsabilità”, sono tutte frasi con le quali la politica locale sta facendo i conti ed io le trovo difficili da accettare. Vorrei stare nella stanza dei bottoni e ribaltare il sistema, ma alla fin fine credo che l’unica possibilità venga dal risveglio delle coscienze e da un’azione collettiva, come avvenne qualche mese fa in occasione dei referendum sui beni comuni. Peccato che oggi molti siano scomparsi e si trovino ora allineati sulla necessità del sacrificio affidato alle mani dei tecnici.

Siamo in crisi

La consapevolezza che il nostro Comune è in crisi credo stia lentamente arrivando a tutti i cittadini. E non consola che sia una crisi che sta colpendo tutti i Comuni d’Italia, come conseguenza della situazione finanziaria della nostra nazione.

Mi sembra perciò giusto aprire questo nuovo spazio di discussione e confronto, offerto dalla Lista per Pioltello come il precedente Pioltello2011, parlando della crisi finanziaria che sta bloccando tutte le iniziative del Comune e che rischia, a livello più alto ed in prospettiva, di trasferire gran parte delle scelte dalla politica al mercato, con una grave ferita alla democrazia.

Come primo contributo, preferisco non parlare da me, ma lasciar spazio ad un recentissimo e documentato servizio televisivo (Report, ovviamente!) che illustra la diretta relazione tra crisi globale e crisi comunale:

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